E’ la prima volta che scrivo di cinema e film , quindi siate clementi.
Durante il periodo festivo escono un’infinità di film e tra Quo Vado, Star Wars ed il Piccolo Principe, è passato nelle sale “Dio esiste e vive a Bruxelles”, traduzione interessante e travisata di “Le Tout Nouveau Testament”, film belga con attori a me sconosciuti, a parte Catherine Deneuve.
L’idea è originale.
A chi non capitano giornate storte?
Quando compri un paio di scarpe bianche e nuove, comincia a piovere e ti tuffi in una pozzanghera. Oppure perdi il solito treno perennemente in ritardo, che quel giorno invece è puntualissimo. O ancora, dopo una giornata stressante, appena entri nella vasca da bagno calda al punto giusto ed il telefono squilla.
Durante queste piccole disgrazie, avete mai pensato: Perché capitano tutte a me? Magari, sorridendo ed alzando gli occhi al cielo, avete detto: “Ti ho fatto qualcosa di male?”
A chi non capitano giornate storte?
Quando compri un paio di scarpe bianche e nuove, comincia a piovere e ti tuffi in una pozzanghera. Oppure perdi il solito treno perennemente in ritardo, che quel giorno invece è puntualissimo. O ancora, dopo una giornata stressante, appena entri nella vasca da bagno calda al punto giusto ed il telefono squilla.
Durante queste piccole disgrazie, avete mai pensato: Perché capitano tutte a me? Magari, sorridendo ed alzando gli occhi al cielo, avete detto: “Ti ho fatto qualcosa di male?”
No, non avete fatto nulla. Dio
esiste e vive a Bruxelles, ma è un dio cinico e sarcastico. Ed il suo
divertimento siamo noi.
Se ne sta davanti ad un vecchio PC e decide delle nostre vite. Crea tanto dolore e disperazione, qualche attimo di felicità e speranza solo per poi farci ritornare alla noia del vivere.
E’ lui che scrive tutte le leggi che dominano il mondo, a partire dalla celebre legge di Murphy della fetta biscottata e marmellata fino ad arrivare ad alcune più meschine come: “Se un uomo ed una donna si amano veramente, non vivranno mai insieme.”.
Se ne sta davanti ad un vecchio PC e decide delle nostre vite. Crea tanto dolore e disperazione, qualche attimo di felicità e speranza solo per poi farci ritornare alla noia del vivere.
E’ lui che scrive tutte le leggi che dominano il mondo, a partire dalla celebre legge di Murphy della fetta biscottata e marmellata fino ad arrivare ad alcune più meschine come: “Se un uomo ed una donna si amano veramente, non vivranno mai insieme.”.
Finora, potrebbe sembrare un
film angosciante e deprimente, ma dio non vive da solo. Vive in un appartamento
isolato dal mondo, con una moglie triste e sottomessa e una figlia tra i 10-14
anni, stufa del comportamento del padre. Il figlio maggiore J.C.( Jesus Christ)
è riuscito a scappare sulla terra e da “invasato capellone” ha trovato i suoi
12 apostoli e portato la Buona Novella,
in netto contrasto con le idee del padre.
La piccola di casa, rattrista ed irata con il padre, chiede aiuto al fratello
maggiore che le consiglia di scappare sulla Terra e di trovare nuovi apostoli e
scrivere il Nuovo Nuovo Testamento. Prima di fuggire, tramite il PC di dio,
rivela a tutti gli esseri umani la loro data di morte e lo blocca con una nuova
password.
Il giorno dopo, dopo essersi accorto di ciò che è successo, ovvero non avere più alcun potere sugli uomini, dio torna sulla terra alla ricerca della figlia.
Il giorno dopo, dopo essersi accorto di ciò che è successo, ovvero non avere più alcun potere sugli uomini, dio torna sulla terra alla ricerca della figlia.
Questo è quello che succede nel
trailer (che ho visto dopo il film) e mi fermo con gli spoiler.
La trama segue le due storie degli esseri divini a Bruxelles.
Da una parte abbiamo un dio, in vestaglia e ciabatte, debole e senza alcun potere, ironicamente vittima delle leggi del mondo che lui stesso ha creato.
Dall’altra la figlia, che cerca e trova i suoi 6 apostoli, persone normali che hanno appena scoperto la loro data di scadenza ed iniziano finalmente a vivere la loro vita. Ognuno racconta la propria vita e ci si accorge che anche noi spettatori abbiamo vissuto o stiamo vivendo in parte quello che è capitato a loro.
La trama segue le due storie degli esseri divini a Bruxelles.
Da una parte abbiamo un dio, in vestaglia e ciabatte, debole e senza alcun potere, ironicamente vittima delle leggi del mondo che lui stesso ha creato.
Dall’altra la figlia, che cerca e trova i suoi 6 apostoli, persone normali che hanno appena scoperto la loro data di scadenza ed iniziano finalmente a vivere la loro vita. Ognuno racconta la propria vita e ci si accorge che anche noi spettatori abbiamo vissuto o stiamo vivendo in parte quello che è capitato a loro.
Alla fine della visione, mi è
rimasta impressa questa frase: “Vivi!”. Abbraccia le emozioni, vivi i
sentimenti, insegui i sogni. Il messaggio arriva tra risate, sogghigni e
qualche lacrima.
Se si scava ancor più nel profondo, ci si rende conto che l’unico che “vive” male è dio. Non ha più potere sul mondo materiale, non ha compassione, ne pietà. Odia il mondo che lui stesso ha creato, preso a bastonate dalle sue leggi. Si è costruito la sua prigione di odio e rabbia e non ne vuole uscire.
Quello che si vede è un dio debole, sconfitto dalla vita, peggio dell’uomo, comunque creato “a sua immagine e somiglianza”.
Se si scava ancor più nel profondo, ci si rende conto che l’unico che “vive” male è dio. Non ha più potere sul mondo materiale, non ha compassione, ne pietà. Odia il mondo che lui stesso ha creato, preso a bastonate dalle sue leggi. Si è costruito la sua prigione di odio e rabbia e non ne vuole uscire.
Quello che si vede è un dio debole, sconfitto dalla vita, peggio dell’uomo, comunque creato “a sua immagine e somiglianza”.
Mi è tornata in mente una frase di un libro che ora non ricordo (credo sia American Gods di Neil Gaiman) e cito a memoria: “Noi umani, a differenza di voi dei,non abbiamo bisogno di nessuno che creda in noi. Crediamo in noi stessi e tiriamo avanti.”
In conclusione, è un film che
mi sento di consigliare a tutti. Specialmente a chi crede veramente in Dio,
quello con la D maiuscola.
Per la visione niente pipa, ne sigaro. Magari un
bel sorso di Drambuie per ricordarci che la vita è così, allo stesso tempo,
dolce ed amara.

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